Ascensione di Cristo e la Nuova Evangelizzazione

Ascensione di Cristo e la Nuova Evangelizzazione

Questo articolo e’ anche disponibile in: Inglese, Spagnolo

La solennità dell’Ascensione celebra molte cose, tra le quali il Grande Mandato di predicare il Vangelo a tutte le nazioni. Quindi, è un tempo opportuno per riflettere la chiamata di Papa Giovanni Paolo II ad una “nuova evangelizzazione”.

La celebrazione dell’Ascensione soleva  lasciarmi piuttosto indifferente. Era chiaro quello che il Venerdì Santo significava per me. E i benefici della domenica di Pasqua erano indiscutibili. Ma riguardo all’Ascensione, che cosa ne ricavavo?

Carità: Condividere la Gioia di Cristo

Il cristianesimo parla di un tipo di amore che chiamiamo agape o carità. È l’amore che non bada a se stesso ma ad  un altro e fa dono di se’. La Parola Divina non divenne uomo o sopporto’ la croce per trarre  dei vantaggi.

La Carita’ condivide gioie e dolori con gli amati (Gv 14:28). La prima cosa da ricordare a proposito dell’Ascensione è che si tratta di condividere la gioia di Gesù. Si tratta di celebrare il suo ritorno alla gloria celeste a cui lui si era rifiutato di aggrapparsi (Fil 2,6-11). Si tratta di gioire che la sua corona di spine sia stata cambiata in una corona regale, che la folla beffarda del Calvario sia stata sostituita da miriadi di angeli in adorazione. L’Ascensione riguarda  il trionfo e la glorificazione di Gesù. Se sviamo la nostra attenzione da noi stessi e lasciamo che l’amore dello Spirito Santo del Figlio  pervada le nostre anime,  proveremo una gioia ben più grande di quella che proviamo quando vediamo nostro figlio segnare un gol  o laurearsi  all’universita’.

L’Ascensione e la Speranza

Ma l’Ascensione non è solo carità. E ‘anche la festa della speranza. Sì, c’è qualcosa per noi. Egli va a preparare un posto per noi (Gv 14,2). Anche noi un giorno avremo corone d’oro e non di spine.

Per poter resistere fino a quel momento benedetto, abbiamo bisogno di potere divino. Questo è un altro motivo per cui dovremmo gioire della Sua Ascensione. Egli prende il Suo posto alla destra di Dio, così da poter riversare la promessa del Padre, lo Spirito Santo, sui suoi discepoli (Ef 4,10).

The Ascension by Scala

Mentre sale, dice ai discepoli di aspettare  questo potere. Ma notate che  non dice loro di aspettare passivamente. Non li istruisce a lanciarsi sulle profezie bibliche, discutendo su come e quando tornerà. Infatti in Atti 1:11, dopo che il Signore scompare dalla loro vista, gli angeli chiedono perché i discepoli stiano ancora lì, a guardare fisso nel vuoto.

Rafforzamento dello Spirito Santo

L’attesa non deve essere uno spreco di tempo prezioso. E’una attesa con uno scopo, nove giorni di preghiera (la prima novena!) che fanno diventare piu’ forti. Perché piu’ forti? Perché c’e’ un lavoro difficile da fare. “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni.” (Matteo 28: 16-20).

Siamo abituati a pensare che l’evangelizzazione sia una cosa che  accade nei Paesi di missione lontani, operata da sacerdoti e religiosi. Ma il Concilio Vaticano II ci ha detto che anche  i nostri quartieri sono terra di missione, e che ogni singolo cattolico è chiamato ad essere un evangelista. Papa Giovanni Paolo II ha proclamato questa come la “nuova evangelizzazione”, perché il posto è nuovo, e’proprio la porta accanto, ed i missionari sono nuovi perché comprendono tutti, tutti noi.

La Nuova Evangelizzazione, Parole e Azioni

Non sono davvero sicuro che San Francesco d’Assisi abbia mai detto: “Predicate il Vangelo sempre; quando necessario, usate delle parole. “Ma se lo fece, notate questo: Francesco spesso trovo’ molto necessario usare le parole. Le sue parole potevano essere sentite nei mercati, agli angoli delle strade, nelle chiese, ovunque ci fossero persone. Naturalmente, predicare senza un’autentica testimonianza di vita è sicuramente controproducente. Ma dimenticate l’idea che solo la testimonianza della nostra vita sia sufficiente. Non lo è. Possiamo non essere chiamati a predicare all’ angolo della strada, ma il Vaticano II ed i papi successivi, riecheggiando 1 Pt 3,15, dicono che tutti dobbiamo essere pronti a esprimere ciò che Gesù ha fatto per noi, ciò che significa per noi, e perché lui è la risposta ai problemi del mondo.

Vi sentite inadeguati a questo compito? Non siete i soli. La prima dichiarazione pubblica di Benedetto XVI è stata l’ammissione della sua inadeguatezza. Fate come ha fatto lui, pregate che la potenza dello Spirito Santo si muova dentro di voi  ed attraverso di voi, e prendete il tempo necessario ad imparare di più circa la vostra fede cosi’ da poterla condividere con sempre maggiore fiducia.

Questo articolo sull’Ascensione, speranza, carita e la nuova evangelizzazione fu originariamente offerto come riflessione sulle letture per la solennita’ dell’Ascensione , Anno A (Atti 1:1-11; Salmi 47; Ef 1:17-23, anno A Mt 28:16-20). Tuttavia e’ anche appropriato per gli anni B e C, dato che l’unica differenza e’ il Vangelo: nell’anno B e’ reso da Mc 16:15-20, nell’anno C da Lc 24:46-53.


Le letture per la Settima Domenica di Pasqua, quando l’Ascensione e’ celebrate il Giovedi’, sono Atti 1:1-11, Salmi 47, Ef 1:17-23, Mt 28:16-20.

No Comments

Post A Comment