La Presentazione del Signore – Candelora, Candele e Luce

La Presentazione del Signore – Candelora, Candele e Luce

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Il 2 febbraio è la festa della Presentazione del Signore Gesù nel tempio che commemora la famosa profezia di Simeone che Gesù sarebbe stato una “luce per illuminare i Gentili”. È noto come Candelora, dal momento che è il giorno in cui le candele sono benedette per essere usate durante tutto l’anno liturgico.

Recentemente ho accompagnato un gruppo di pellegrini a Gerusalemme. Mentre stavamo ai piedi del Monte del Tempio e ricordavamo la Presentazione di Gesù, diverse persone facevano domande. Ci sono state domande circa la redenzione del figlio primogenito. Circa il rito della purificazione dopo il parto. Informazioni su come mettere Matteo e Luca insieme in termini di cronologia e geografia – Betlemme, il Tempio di Gerusalemme, la fuga in Egitto, e il ritorno a Nazaret.

Significato della presentazione

Tutte queste sono ottime domande. Ma non sono le domande che riguardano San Luca. Né sono pertinenti alla festa della Presentazione che è stata osservata nella Chiesa con grande solennità almeno fin dal IV secolo.

La cosa più importante di questa festa non è nemmeno la profezia affascinante di Simeone che dice a Maria che una spada le avrebbe trafitto il cuore “che i pensieri di molti cuori sarebbero stati rivelati.”

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Quello che ci suggerisce il significato più profondo della Presentazione è il soprannome di Candelora presto acquisito nella storia cristiana. Fu così chiamata perché è il giorno in cui si benedicono tutte le candele utilizzate nella Chiesa durante tutto l’anno.

Candele e Candelora

Le candele ci piacciono perché sono accoglienti, casalinghe e festose. Da bambino, amavo accendere candele votive nel retro della chiesa. Avrebbero continuamente ricordato a Dio le mie speciali intenzioni, anche quando da tempo dopo avevo lasciato il santuario. Oggi amo l’allegria, la speranza delle candele della d’Avvento. E non c’è niente di meglio di una candela votiva accesa davanti ad una icona per contribuire a creare un clima di preghiera.

Queste sono buone ragioni per amare le candele. Ma il significato primario delle candele nella tradizione cattolica non è quello di creare un’atmosfera o di ricordare a Dio di rispondere alle nostre preghiere.

Luce del mondo Intero

Simeone, dopo aver preso Gesù in braccio, lo proclamò essere la “luce di rivelazione per i Gentili” (Lc 2,32). È piuttosto strano nominare i Gentili, date le circostanze e il luogo. Le circostanze? La Sacra Famiglia adempie agli obblighi della Legge di Mosè, che non vincola i Gentili, ma gli ebrei. Il luogo? Erano in piedi nel recinto del tempio, probabilmente nel cortile interno di Israele, dove era proibito ai Gentili di passare, pena la morte. Il Signore viene improvvisamente nel suo tempio (Mal 3:1). Ma lui non viene per rimanere lì. Né è sua intenzione andarsene dal santuario ed illuminare solo il suo popolo. No, Lui è venuto a portare la luce a tutto il mondo.

Questa Luce di Rivelazione a tutte le nazioni, perchè questo è ciò che si intende per “gentili”, in seguito torna al tempio come uomo adulto per celebrare la Festa dei Tabernacoli. In una serata autunnale di festa, mentre la piazza del Tempio era illuminata con torce e piena di ebrei che ballavano per celebrare il loro particolare rapporto con l’Onnipotente, Gesù riecheggiò le parole di Simeone e proclamò coraggiosamente “Io sono la luce del mondo” (Gv 8 : 12).

Battesimo, Veglia Pasquale e Illuminazione

Diventare un cristiano nella Chiesa antica significava disperdere le tenebre dell’errore e della disperazione tramite questa luce radiosa della rivelazione. Nella sua luce, tutto sembra diverso. Quello che un tempo era grigio cipo diventa improvvisamente di un Technicolor abbagliante. Quello che era stato oscuro diventa chiaro. Quello che era un enigma ora finalmente poteva essere compreso. Questo era talmente parte della esperienza di conversione cristiana che il battesimo fu chiamato “l’illuminazione” e i neo battezzati, che indossavano vesti bianche per tutta la settimana dopo Pasqua, venivano chiamati “gli illuminati”.

Ancora ai nostri giorni, l’antico rito della veglia pasquale inizia con una chiesa buia e la congregazione in attesa. Il cero pasquale viene acceso dal fuoco nuovo e, come il diacono proclama “Cristo nostra luce,” le candele più piccole tenute in mano dai fedeli sono illuminate dal cero pasquale e la fiamma si propaga rapidamente da candela a candela. Il santuario precedentemente oscurato diventa ora illuminato con molte centinaia di punti di luce.

La Missione e la Nuova Evangelizzazione

Questo è una visione che commuove. Ma oserei dire che spesso non ne capiamo il significato. Sì, Cristo è la nostra luce. Ma Lui ci ha acceso con il fuoco del suo Spirito, e ci chiama “la luce del mondo” (Mt. 5,14). Non siamo destinati, non più di quanto Egli lo fosse, a mantenere la nostra luce sotto il moggio della casa o della chiesa. La luce che abbiamo ricevuto è destinata ad un mondo intero che languisce nelle tenebre. La Presentazione è una festa della missione, un ricordo della chiamata ad impegnarci con tutto il cuore a ciò che i nostri ultimi tre Papi hanno chiamato “La Nuova Evangelizzazione.” Le candele che tanto amiamo nelle nostre liturgie e devozioni sono un invito a non riposare fintanto che c’è ancora qualcuno rimasto nella valle dell’ombra della morte.

Questo testo sulla simbologia della luce e delle candele è offerto come riflessione sulle letture per la Festa della Presentazione del Signore, (Mal 3:1-4; Sal 24; Ebr 2: 14-18; Luca 2:22-40). Questo giorno e’ altrimenti noto come Candelora.

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