CHI HA BISOGNO DI CHIESE? – LA CONSACRAZIONE DI SAN GIOVANNI IN LATERANO

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La Festa della Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma il 9 novembre solleva una questione importante: “perché i cattolici e gli altri cristiani spendono così tanti soldi per gli edifici della Chiesa quando la gente è la vera Chiesa e il vero tempio di Dio?”

Da buon adolescente ribelle, pensavo che la chiesa cattolica avrebbe dovuto smettere di sprecare soldi in chiese costose. Era il caso di venderle tutte e comprare cibo per i poveri, io sostenevo.

Gesù e il Tempio

Cosa divertente. Gesù, a cui importavano molto i poveri, non aveva questo atteggiamento. Da adolescente desiderava trascorrere il tempo nel sontuoso Tempio di Erode (Luca 2). Da adulto, ha difeso la sua integrità contro i cambiavalute (Giovanni 2). San Francesco d’Assisi, che aveva donato tutti i suoi beni, chiedeva soldi per comprare materiali per restaurare chiese rovinate che poi ricostruiva con le sue stesse mani.Perché questo grande riguardo per gli edifici delle chiese? Ezechiele 47 ce ne presenta una ragione importante. È perché il culto liturgico che avviene all’interno, specialmente l’Eucaristia, è la “fonte e il culmine” di tutta la nostra vita cristiana.

La Chiesa come Paradiso e Rifugio

il mondo è un luogo polveroso , ci affatica e spesso ci abbatte. L’edificio della Chiesa è un riparo, un rifugio tranquillo, un luogo in cui incontrare Dio. Qui beviamo profondamente dalle acque vivificanti della parola e del sacramento che ravvivano il nostro spirito spossato (Salmo 23). La grazia che scaturisce dall’altare ci riporta nel mondo, cambiati e capaci di cambiare gli altri, di portare guarigione e produrre frutti. San Paolo, in Prima Corinzi 3, ci offre un’altra ragione per onorare le Chiese. George Fox, il fondatore dei Quaccheri, concludeva da questo passaggio che se noi cristiani siamo la Chiesa, allora dovremmo chiamare i nostri luoghi di culto “campanili”. Definire edifici le “chiese” oscura il fatto che siamo noi ad essere la Chiesa.

Un edificio come specchio

La tradizione giudeo-cristiana la vede diversamente. L’edificio della Chiesa è uno specchio che, tenuto dinanzi a noi, ci ricorda chi siamo. Il mondo ci dice che siamo consumatori, dipendenti ed elettori e ogni giorno lampeggia un flusso costante di icone per ricordarcelo. L’edificio della Chiesa è un’icona che ci ricorda la nostra identità più profonda. Mentre ci riuniamo per il culto domenicale, noi che siamo stati dispersi da diverse dedizioni, professioni e stili di vita, siamo ora uniti come il Corpo di Cristo e la dimora dello Spirito.
Come entra una persona nella Chiesa? Attraverso le acque purificatici del battesimo. Forse è per questo che ci sono fonti di acqua santa alle porte della maggior parte delle chiese cattoliche. Forse quelle statue di santi sono lì per ricordarci che siamo “concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio” (Efesini 2: 19f).

La casa della famiglia

Che dire di tutti i tesori costosi di architettura, pittura, scultura e vetrate decorate? Avrebbe senso vendere tutto e utilizzare il ricavato per comprare cibo per i poveri? Cosa avrebbero allora i poveri?
In Texas, esiste una legge sulle famiglie che cerca di garantire che, a prescindere dalle disgrazie finanziarie che si possono incontrare, nessuno perda la sua casa. La perdita della propria casa è una perdita della propria dignità. Le nostre chiese, dalla cappella locale alla Basilica di San Pietro, non appartengono alla gerarchia, ma a tutta la famiglia. Ci sono state date dal duro lavoro e dai contributi dei nostri antenati per ricordarci della nostra dignità di figli e figlie del Dio vivente.
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La basilica di San Giovanni in Laterano

la Basilica Lateranense, la cui Consacrazione viene celebrata ogni novembre, è stata donata alla Chiesa da Costantino subito dopo aver reso lecito il cristianesimo nell’anno 313 d.C. Fin da allora questa chiesa è stata la cattedrale ufficiale del Papa, la chiesa madre di tutta la cristianità, la cattedrale del mondo.
Fu lì che il papa più potente del Medioevo, Innocenzo III, aveva visto in sogno una magnifica chiesa che andava in pezzi solo per essere risanata da un povero vestito da mendicante. Poco dopo arrivò un gruppo di mendicanti provenienti da Assisi, guidato da un uomo di nome Francesco, che chiedeva approvazione per il loro stile di vita e di lavoro. Preparato dal suo sogno, riconobbe la mano di Dio e incoraggiò un movimento che rinnovasse la Chiesa.

Purificazione e ricostruzione della Chiesa

Quando meditiamo su questa festa, permettiamo allo zelo per la casa di Dio di consumarci come succedeva a Gesù e a Francesco, per poter abbracciare il compito di purificazione, rinnovamento e ricostruzione datoci dal Concilio riunito in un’altra grande basilica romana una cinquanta di anni fa.

Questo scritto sulla Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma riflette sulle letture della Scrittura per la Festa della Consacrazione della Basilica Lateranense del 9 novembre (Ezechiele 47: 1-12; Salmo 46, I Corinzi 3: 9 -17; Giovanni 2: 13-22). La Basilica e il terreno che la circondava appartenevano all’imperatore romano Costantino, che ne fece dono al Papa in riparazione delle proprietà della Chiesa confiscate e distrutte durante gli anni di persecuzione. Divenne così residenza del Papa e continuò come tale fino al XIV secolo, quando la residenza del pontefice fu trasferita in Vaticano. Resta ancora oggi la cattedrale ufficiale della chiesa di Roma e quindi la Chiesa madre della cristianità occidentale.