COLTI IMPREPARATI- LE DAMIGELLE STOLTE

COLTI IMPREPARATI- LE DAMIGELLE STOLTE

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La parabola delle damigelle stolte che lasciano che si esaurisca l’olio nelle loro lampade ricorda l’incubo ricorrente che tanti provano, quello di essere colti totalmente impreparati per una prova o per una presentazione.

Molta gente non si preoccupa molto di Dio in teoria. Crede che Dio esista ed arriva anche ad ammettere che forse gli deve qualcosa. Ma il suo ragionamento suona così: la faccenda religiosa può aspettare. Dopo tutto, credo in Dio e sono fondamentalmente una buona persona. Avevo davvero intenzione di andare in chiesa questa mattina, ma la festa di ieri sera mi ha affaticato molto più di quello che pensavo e ho bevuto qualche bicchiere di troppo. Ci andrò la prossima settimana “.

Stolto o saggio?

La follia è una questione di priorità. La persona stupida diviene esperta nelle cose meno significative, investendo denaro e tempo in cose che in realtà non pagano molto bene. La saggezza consiste nel porre le cose importanti al primo posto, non all’ultimo. La prudenza, che è la parte pratica della saggezza, sta nel preparare un piano per perseguire e raggiungere le cose che hanno importanza (Sapienza 6: 12-16), le cose che durano davvero.

Ma il ragionamento dello stolto continua Così: “Dio è amore. Se non ho abbastanza, pagherà lui il conto. Adesso sono troppo occupato e stanco. ”

Non sudare quando ci si prepara per un esame finale non è necessariamente espressione di fede in Dio. Se trascuriamo la preparazioni necessaria,questo non viene dalla fede, ma piuttosto dal peccato di presunzione. Quando abbiamo fede che Lui ci perdonerà il fallimento dei nostri tentativi di obbedirlo, Dio è contento. Quando snobbiamo la preparazione perché ci aspettiamo che Lui chiuda un occhio sui nostri obblighi, Dio non si diverte.

Il tempo verrà a mancare

Se la paura del Signore è l’inizio della saggezza, il dimenticare il Signore è l’epitome della stupidità.

Come lo è dimenticare che noi non siamo immortali, che anche se Dio è senza tempo, noi non lo siamo. Le nostre nazioni, le aziende, e anche i nostri corpi, non dureranno per sempre. Tutto finirà per fermarsi e cessare improvvisamente, o morirà di una morte lenta di graduale disgregazione. È difficile crederci, ma il tempo un giorno finirà – per l’America, per me, anche per Amazon.

Il ritorno dello sposo

Gesù ha detto molte volte che anche se questo mondo e i suoi affari sembrano così reali, così urgenti, la società un giorno svanirà e tutte le sua attività per quanto urgenti siano sarànno consegnate all’oblio. Cristo tornerà a rivendicare la sua sposa. Saremo trovati con olio nella nostra lampada pronti e desiderosi – o colti impreparati. Sarà come gli ospiti che si presentano sgarbatamente in anticipo per la cena quando la casa è ancora tutta in disordine e il cibo non è ancora cotto. Solo che questo ospite non verrà per mangiare, ma per ispezionare e giudicare.

L’incubo e la fine

Abbiamo fatto tutti il brutto sogno di ritornare a scuola e scoprire improvvisamente che dobbiamo fare un esame importante per cui siamo totalmente impreparati. Beh, forse questo sogno, come la parabola delle damigelle stupide, è destinato ad essere un avvertimento per noi. Anche se non saremo la generazione che testimonierà la fine del mondo (1Tessalonicesi 5: 13-18), ognuno di noi sperimenterà la fine del suo mondo. Verrà, forse improvvisamente, per ognuno di noi, in un momento di Sua scelta, non nostra.

Molti hanno ipotizzato esattamente quando questo averrà. Hanno letto attentamente il libro della Apocalisse e altri passaggi della Scrittura come la descrizione di Paolo di essere rapiti in aria in I Thes 4-17. Ci sarà un rapimento segreto prima della Sua venuta? Questo accadrà prima della grande tribolazione, o dopo? Quello che sta succedendo attualmente in Medio Oriente, è predetto nella Bibbia e quindi è un segno che la fine è vicina?

Essere preparati

La preoccupazione di tali cose è semplicemente una pia forma di sonno durante l’orario di lavoro. La fine è, infatti, vicina. Il nostro ruolo non è quello di calcolare il giorno, ma di prepararlo. Dobbiamo mantenerci in un costante stato di preparazione, con i nostri bagagli imballati e le nostre lampade che generano una luce intensa. Se prendiamo cura di non essere totalmente assorbiti dalla tirannia delle attività quotidiane, non saremo mai colti di sorpresa. Possiamo ancora godere di questa vita mentre la usiamo come trampolino di lancio per la prossima.

Questo scritto sulle dieci vergini o damigelle, cinque stolte e cinque sagge, viene offerto come riflessione sulle letture della 32a domenica del tempo ordinario, ciclo liturgico A – Sapienza 6: 12-16, Salmo 63, I Tessalonicesi 4: 13-18; Matteo 25: 1-13 (la parabola delle stupide e sagge damigelle o vergini).

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