La Generosità di Dio – Parabola dei Lavoratori della Vigna

La Generosità di Dio – Parabola dei Lavoratori della Vigna

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La parabola dei lavoratori della vigna è uno shock per la nostra sensibilità: alcuni lavoratori lavorano più a lungo di altri, ma alla fine della giornata, tutti ricevono la stessa retribuzione dal loro generoso datore di lavoro. Gesù ci insegna qualcosa sulla giustizia e sulla generosità e perché nel Regno dei Cieli gli ultimi sono di solito primi.

Ma non è giusto!”

 

La maggior parte dei genitori ha sentito questa frase milioni di volte. La nozione di equità, conosciuta anche come giustizia, è congenita in noi. Essa ci rende consapevoli del fatto che ognuno di noi ha certi diritti che devono essere rispettati.

Giustizia, Diritti e Doveri

Ma significa anche che ognuno di noi ha dei doveri. Se gli altri hanno il diritto di essere pagati per il loro lavoro, quelli che beneficiano di tale lavoro hanno il dovere di pagarli. Se gli altri hanno il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità, noi abbiamo il dovere di non permettere che la nostra ricerca della felicità violi i loro diritti.

Ma dobbiamo allargare un po’ la nostra prospettiva. Dio, creatore di tutto, è responsabile di tutte le benedizioni di cui godiamo. La vita in questo mondo è stata data a ciascuno di noi come un dono immeritato e gratuito. Abbiamo talenti fisici diseguali, come pure diverse caratteristiche e abilità, oltre a vari doni spirituali e intellettuali. Essi variano molto da persona a persona, ma ciò che tutti hanno in comune è che sono doni gratuiti di Dio, che non aveva la necessità di creare nessuno di noi.

Parabola dei Lavoratori della Vigna

Questo è il contesto necessario per comprendere appieno una parabola che a prima vista urta la nostra sensibilità. Matteo 20: 1-16 riporta la storia di un datore di lavoro che assume operai per la raccolta dell’uva. Assume i membri della manovalanza in vari momenti della giornata, in modo che alla fine della giornata, alcuni hanno lavorato solo poche ore, mentre altri hanno lavorato tutto il giorno. C’è chi brontola quando tutti vengono pagati lo stesso salario giornaliero a fine giornata, indipendentemente da quanto tempo avessero lavorato. Per aggiungere il danno alla beffa, coloro che avevano iniziato a lavorare da ultimi furono pagati per primi.

“Non è giusto”

Un momento. Il padrone ha pagato chi ha lavorato tutto il giorno esattamente come promesso loro. Ha solo deciso di essere generoso e pagare tutti, anche i ritardatari, il salario di un giorno intero. La giustizia non esclude la generosità.

La Generosità di Dio

I farisei pensavano di aver sempre fatto la volontà di Dio e meritato più degli altri, in particolare più della plebe che Gesù sembrava favorire, inclusi pubblicani e peccatori. Li sconvolgeva pensare che questi ritardatari al banchetto celeste si potessero sedere al loro fianco nel Regno di Dio.

A dire il vero, né loro, né nessuno di noi, può essere paragonato alle persone che hanno costantemente fatto la volontà del padrone, lavorando ininterrottamente al compito che ci è assegnato. Il compito che ci è assegnato è quello di amare il Signore nostro Dio con tutto il cuore, tutta l’anima, e tutte le nostre forze (Dt 6, 4-5) ogni giorno della nostra vita. Questo è giusto dato che dobbiamo a Dio assolutamente tutto. Ma tutti in vari momenti abbiamo ingiustamente vagabondato lontano dal lavoro assegnatoci, dimostrando di non aver alcun rispetto per Lui attraverso la nostra disobbedienza, orgoglio ed egoismo. Alcuni sono rimasti assenti ingiustificati più di altri, e i peccati di alcuni possono essere più spettacolari di quelli di altri. Ma alla fine, in termini di stretta giustizia, Dio non deve nulla a nessuno di noi, tranne, forse, una punizione.

Gli Ultimi Saranno i Primi

Ma nella sua straordinaria generosità, il Signore ci ha offerto un affare. Se accetteremo il suo Figlio prediletto nella fede come Salvatore e Signore, e attraverso la potenza dello Spirito cercheremo di fare la Sua volontà, e se ci pentiremo ogni volta che non riusciamo , egli ci darà ciò che non meritiamo: amicizia con Lui in questo mondo che poi si apre ad eterna gloria nell’aldila. I primi ad accettare questa offerta sono stati in genere quelli più consapevoli del loro bisogno di misericordia. Ed è per questo che in genere gli ultimi sono stati primi quando si e’ trattato del Regno di Dio.

A me sembra giusto!

Questo scritto sulla giustizia, la generosità e la parabola dei lavoratori della vigna e del loro generoso datore di lavoro viene offerto come riflessione sulle letture della venticinquesima domenica del tempo ordinario, ciclo liturgico A (Isaia 55 6-9, Salmo 145, Fil 1: 20-24, 27; Matteo 20: 1-16).

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